Quando conveniente la Pompa di Calore

1.    Quando conviene installare una pompa di calore nelle nostre abitazioni?

Le pompe di calore sono apparecchiature impiegate per il riscaldamento di un fluido, aria o acqua, che trasformano in energia utile il calore (energia a bassa entalpia), altrimenti inutilizzato, presen¬te nell’ambiente. 

Per funzionare una pompa di calore necessita ovviamente di energia, ma quella che trasferisce all’interno dell’ambiente sotto forma di calore è maggiore di quella che consuma, garantendo così un notevole risparmio.

La pompa di calore sfrutta, infatti, il calore gratuito e illimitato immagazzi¬nato nell’aria, nell’acqua superficiale, nelle falde acquifere sotterranee e nel terreno. Per questo motivo con la Direttiva Renewable Energy Sources le pompe di calore sono state riconosciute uffi-cialmente tecnologie che impiegano energie rinnovabili.

I sistemi a pompa di calore sono una valida alternativa ai tradizionali sistemi di riscaldamento a com¬bustione; costituiscono uno dei sistemi di climatizzazione a ciclo annuale attualmente più efficiente ed efficace. Consentono risparmi che vanno dal 40 al 60% di energia primaria, con pari riduzione della CO2 e impiegano per il loro funzionamento circa il 75% di energia rinnovabile.
A differenza dei sistemi termici a combustione, le pompe d calore offrono anche il vantaggio di po-ter essere utilizzate come climatizzatori durante la stagione calda: in estate invertono il loro fun-zionamento e trasferiscono il calore dall’edificio verso l’esterno, raffrescando gli ambienti.

La soluzione con le sole pompe di calore può comportare pertanto costi di installazione inferiori rispetto all’applicazione di una caldaia e di un condizionatore e la conseguente riduzione dei costi gestionali e manutentivi dell’impianto. L’adozione di un impianto di climatizzazione con pompa di calore fa anche crescere la classe ener¬getica dell’edificio, permettendo il raggiungimento di classi elevate tanto nelle nuove costruzioni che in quelle esistenti. 
I vantaggi della tecnologia delle pompe di calore sono numerosi e possono essere così riassunti:
• climatizzazione a ciclo annuale (riscaldamento e raffrescamento) con un’unica macchina;
• incremento dell’efficienza energetica;
• utilizzo di fonti di energia rinnovabile;
• riduzione delle emissioni inquinanti;
• aumento della classe energetica e del valore dell’immobile;
• riduzione dei costi gestionali e manutentivi dell’impianto.

Le pompe di calore possono essere installate all’esterno, se di tipo aerotermico, o in qualsiasi locale, perché non necessitano di ambienti dedicati. Inoltre sono integrabili con altre fonti energetiche rin-novabili, come sistemi solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e sistemi fotovoltaici.

2.    Applicazioni delle pompe di calore elettriche

Un aspetto importante da tenere in considerazione è che in Italia esistono le condizioni climatiche ideali per l’utilizzo delle pompe di calore, anche di quelle aerotermiche che, come detto, hanno co¬sti di installazione inferiori rispetto alle altre tipologie. Le temperature medie italiane consentono, dunque, efficienze molto elevate: si osserva per esempio che in una città del Nord Italia come Mi-lano la temperatura media invernale è di 7,6 °C, ideale per il funzionamento delle pompe di calore. Va comunque ricordato che oggi queste apparecchiature sono in grado di funzionare anche in situa-zioni di temperature molto basse (-15÷-20 °C), garantendo discrete prestazioni. Le applicazioni con pompa di calore sono molto differenziate, oltre che per la fonte ambientale utilizzata (aria, acqua o terreno), anche per la destinazione d’uso dell’edificio da climatizzare: residenziale o terziario. 
 Prendiamo il caso reale di una villetta unifamiliare di nuova costruzione con una superficie di circa 260 m2 situata nel Nord Italia zona climatica E. La potenza termica richiesta è di 8,5 kW, mentre quella frigorifera è di 6,2 kW. In questo caso si è scelto di installare un unico impianto a pompa di calore elettrica aria-acqua per il raffrescamento, il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria. Il sistema di distribuzione per la climatizzazione è stato realizzato con pannelli radianti a soffitto, mentre il rinnovo e la purifi¬cazione dell’aria avvengono con recupero di calore. È stato poi integrato un impianto solare termico. 

Riguardo ai costi di investimento si osserva che, rispetto ai costi di un impianto tradizionale costitui¬to da una caldaia abbinata a un condizionatore split, il costo della pompa di calore come apparecchio è maggiore anche se i costi di accessori e di installazione si riducono poiché si tratta di un unico impianto. Il maggior costo di investimento è qui stimato in circa 2.600 euro. 

 Tuttavia, se si analizzano i costi di esercizio dell’impianto installato, si riscontra un risparmio di circa 1.200 euro/anno rispetto al sistema tradizionale. I maggiori risparmi si hanno nella fase invernale di riscaldamento. Ciò significa che, nonostante un maggiore investimento iniziale rispetto all’impianto tradizionale, i risparmi annui consentono di avere un ritorno dell’investimento in circa 3 anni e di risparmiare, per tutti gli altri anni di vita dell’impianto.
3.    Incentivi per le pompe di calore per la climatizzazione residenziale.

 

L’installazione di pompe di calore può beneficiare di due tipologie di detrazioni fiscali: quelle per il risparmio energetico (65%) e quelle per le ristrutturazioni edilizie (50%), oltre all’opzione del conto termico prevista per interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza.

4.    La nuova tariffa D1: costante, sperimentale, volontaria.

Il buon potenziale di efficienza e risparmio energetico conseguibile mediante l’impiego di pompe di calore elettriche ha fatto sì che la tecnologia assumesse negli ultimi anni un ruolo importante in molti paesi dell’Unione Europea ma non in Italia, dove il costo eccessivo dell’energia elettrica ne ha finora scoraggiato la diffusione. 
Si consideri infatti che nel nostro Paese, per consumi oltre i 2700 kWh/annui, il prezzo del kWh dell’energia passa da un minimo di circa 17 c€/kWh, con tariffa lineare BTA (o altri usi) - terziario o residenziale centralizzato - a un valore crescente dai 27 ai 31 c€/kWh con l’aumentare dei consumi nel settore domestico: tariffe D2 o D3. Questi valori risultano nettamente superiori alla media eu-ropea (12 c€/kWh). 
Il sistema tariffario elettrico nel settore domestico finora ha quindi penalizzato i clienti virtuosi con fasce di consumo oltre i 2700 kWh/annui anche nel caso in cui si siano impiegati sistemi efficienti e rinnovabili come le pompe di calore che consentono elevati risparmi di energia primaria.
Oggi grazie all’introduzione della tariffa D1 questa penalizzazione viene eliminata. Con la delibera 205/2014/R/eel l’Autorità per l’Energia ha approvato le modalità attuative della nuova tariffa spe-rimentale D1 per le pompe di calore. Con il nuovo sistema tariffario il costo del kWh sarà costante, a prescindere dal livello dei consumi.

 

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